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IV Rapporto dell’Atlante del Cibo di Torino: L’impronta idrica dello spreco alimentare – le nuove generazioni a tavola per sostenere la sostenibilità della filiera agro-alimentare

by Water To Food Team

Sprecare un’arancia non significa sprecare solo un’arancia: significa sprecare le risorse necessarie per la sua produzione, come l’acqua e il suolo. L’impronta idrica media di un’arancia italiana, alla scala del consumatore, è di 316 litri al kg (2016 anno di riferimento), di cui l’85% è acqua verde, acqua di precipitazione - ed il 15% è acqua blu - acqua di irrigazione (Tuninetti et al., 2015).
L'acqua fa parte della nostra quotidianità, tuttavia, attualmente, la consapevolezza della nostra dipendenza da essa e della sua scarsità, è solo parziale.

Un cittadino italiano spreca mediamente 179 kg all’anno di cibo lungo la filiera di distribuzione e consumo (fonti: UNEP, stime riferite al 2010) per un totale di 88 milioni di rifiuti alimentare all’anno. Secondo le stime di UNEP, il 53% del cibo viene sprecato in ambito domestico, il 19% nei processi di trasformazione degli alimenti e il restante nell’ambito della ristorazione, della produzione primaria e delle vendite al dettaglio e all’ingrosso. Parallelamente, l’impronta idrica media del consumatore finale italiano è di circa 2940 litri pro capite al giorno (stima del 2018, De Petrillo et al., 2021), necessari per soddisfare un fabbisogno di cibo complessivo che ammonta a circa 682 kg/anno secondo le stime della FAO (https://www.fao.org/faostat). Unendo i dati dello spreco, dell’impronta idrica e del fabbisogno annuale di cibo, si ottiene che circa 770 litri di acqua pro capite vengono sprecati ogni anno in Italia.

In questo ambito, il gruppo di ricerca WaterToFood ha affiancato dal 2018 in qualità di sustainability partner l'iniziativa Make It Tasty, l’evento sullo spreco alimentare dedicato ai millenials e alla Gen Z, nato da un’idea di Marco Ruffino con il supporto di Slow Food Piemonte Valle D’Aosta e Slow Food Youth Network Italia. Svolto a Torino, permette ai partecipanti di incontrare aziende, start-up, università e associazioni, creando uno scambio di idee, contatti e proposte. Un evento dove sedersi a tavola per vivere la cena di un grande Chef del panorama torinese, preparata con quegli alimenti che per motivi estetici o commerciali vengono scartati.

Durante l'evento, i partecipanti sono coinvolti nell’esplorazione dei dati di impronta idrica e motivati a sviluppare riflessioni personali sui concetti di impronta idrica del consumo alimentare e della connessione di questa con la rete di import ed export dei beni alimentari nel mondo, attraverso grafiche interattive digitali sul portale “Play With Data”, e contenuti grafici nel libro illustrativo “A data-viz book about the water footprint of food production and trade”. A seguire, la cena illustra nel menu la carta dell'acqua ri-valutata recuperando il cibo destinato allo scarto dalla filiera. Il contenuto completo del report sarà disponibile sul sito dell'Atlante del Cibo di Torino Metropolitana.